Cosa Visitare

I Musei

 

Museo del giocattolo e etnografico

A Gattorna, frazione di Moconesi, nei locali sottostanti la scuola secondaria “C.Colombo” in Via Vallecalda vi è un’ampia rassegna del giocattolo “povero” simbolo di Gattorna, dalla girandola alle bambole di “pezza” prodotte da diverse famiglie del paese ed esportate in tutta Europa. All’interno un reparto naturalistico con pietre e animali, oggetti e strumenti della civiltà contadina della Fontanabuona a ricordo del passato della valle rivolta prettamente all’agricoltura ed all’estrazione dell’ardesia. Infine un’altra parte è dedicata al videogioco con una vasta gamma dal primo videogioco presente nelle sale bar a quelli più interrativi.

Per informazioni e visite solo su prenotazione:

tel. 0185/931 032 – 934 199 – Direttore, Sig. Rosasco

0185/93901 – Comune di Moconesi

Museo del Damasco

I damaschi di Lorsica rappresentano un fiore all’occhiello nel  ventaglio delle produzioni artigianali della Fontanabuona. Una  produzione di antichissima data, iniziata già nel Cinquecento  quando nel piccolo comune di Lorsica si contavano un migliaio  di telai a conduzione familiare. Oggi ne rimane uno, l’azienda  “Figli di De Martini Giuseppe”. L’apertura di un museo dedicato al damasco è stato un atto dovuto per ricordare la tradizione tessile del borgo e poter ammirare i prodotti di quest’arte pregiata. Nel museo sono conservati gli antichi telai e attrezzature e un’interessante raccolta di stoffe e manufatti antichi donati dagli abitanti e dagli “ Amici del Museo”. L’ultimo piano è riservato a mostre ed esposizioni temporanee che esplorano, di volta in volta, realtà vicine alla tessitura, al territorio ed alla sua cultura.

Il Museo è aperto il sabato e la domenica, dal 1° aprile- 31 ottobre ore 16.00/18.00, dal 1°novembre – 31 marzo ore 15.00/17.00
Per gruppi , anche in settimana , prenotando dalle ore 16,00 alle ore 18,00 o su prenotazione chiamando i numeri:

0185/95019 – Comune di Lorsica
0185/977302 – info@tessiturademartini.it – Direttore artistico Dott.ssa Stefania Demartini

Museo dell’ardesia

La Fontanabuona è storicamente considerata la “valle dell’ardesia”; l’estrazione e la lavorazione della “pietra  nera” a partire dalla metà dell’Ottocento ha rappresentato  la principale fonte di vita per la popolazione locale e, allo  stesso tempo, ha plasmato cultura della valle. Roccia metamorfica di origine sedimentaria, l’ardesia è può essere facilmente ridotta in lastre perfettamente regolari, sino ad uno spessore finissimo, consentendo quella molteplicità di utilizzi che la rendono apprezzata e ricercata. Oggi l’utilizzo principe riguarda i piani da biliardo poiché la pietra nera è l’unico materiale in grado di garantire il caratteristico”rimbalzo” delle sfere. Impieghi tradizionali dell’ardesia sono la copertura dei tetti, la realizzazione di portali, pavimentazioni, gradoni e facciate ornamentali, l’oggettistica e la scultura.

Il museo di Cicagna documenta la storia dell’ardesia con un’esposizione di attrezzi e immagini dell’evoluzione della sua estrazione nel corso degli anni. Tra i pezzi esposti si possono apprezzare il biliardo del celebre film “Il colore dei soldi” di Martin Scorzese, con Paul Newman e Tom Cruise, e una delle delle prime ingegnose segatrici meccaniche grazie alle quali, a partire dal 1948, si accantonò l’uso del piccone per l’estrazione della roccia.

 

Per visite ed informazioni:
tel. 0185.92854 – Biblioteca civica comunale – Referente Sig.ra Carla Casagrande

Casa Museo di Colombo

 

A Terrarossa, frazione di Moconesi, è situata una tipica casa ligure in legno e ardesia che un tempo fu l’abitazione degli avi di Cristoforo Colombo. Il museo raccoglie 30 litografie dello storico Paolo Emilio Taviani, testi relativi al navigatore genovese, carte geografiche e copie di documenti ufficiali che attestano la provenienza di Colombo da questa valle.

 

Per visite e informazioni (solo su prenotazione):

 

Tel. 0185 93901 (Comune di Moconesi) – 349 7660300

e-mail e.bertucci@tim.it; musei.moconesi@libero.it

Referente: Sig. Enrico Bertucci

Lascito Cuneo

Lungo la Strada Provinciale 225 che conduce al Caucaso si trova il Lascito Cuneo, nel comune di San Colombano Certenoli. Biblioteca, museo e centro di aggregazione culturale, è situato in un palazzo antico donato dalla famiglia Cuneo all’ente comunale nel 1905. Nelle sale sono ancora conservati arredi e oggetti della famiglia e vi sono esposti anche tradizionali attrezzi da lavoro agricoli ed enologici e antichi strumenti musicali come i tipici pifferi fontanini di fine Ottocento. Tra i libri posseduti dai Cuneo e oggi patrimonio della Biblioteca Civica vi è un volume di particolare pregio per la sua importanza storica: si tratta della biografia del navigatore Cristoforo Colombo, edita a Venezia nel 1571 e scritta dal figlio Fernando. In tutto la biblioteca conserva 594 volumi dalla seconda metà del ’500 a fine ’800 e oltre 200 documenti storici.

Per visite ed informazioni:

Tel. 0185.358791

info@lascitocuneo.it 

www.lascitocuneo.it 

Direttore: Sig. Renato Lagomarsino

I Monumenti

 

Castello di Roccatagliata

A Neirone, in località Roccatagliata su un picco che sovrasta l’attuale chiesa di San Lorenzo, sorgono i resti del castello che un tempo era una roccaforte dei Fieschi. Sono visibili solo poche tracce del castello: la spianata artificiale del pendio, alcuni segni di roccia lavorata a formare il terrapieno e la presenza di una cavità che forse corrisponde alla cisterna. E’ possibile ipotizzare che parte del materiale edilizio utilizzato nelle abitazioni del borgo provenga dal complesso del castello. La sommità del poggio è raggiungibile attraverso uno stretto sentiero e permette di ammirare il panorama su Roccatagliata.

Per informazionitel. 0185/936002 – sindaco@comune.neirone.ge.it – Comune di Neirone

Santuario di N.S. della Guardia

La parrocchia di N. S. della Guardia fu costituita dall’arcivescovo di Genova nel 1621 e un secolo più tardi fu ultimato l’edificio che vediamo oggi e che è il risultato di un ampliamento della struttura originaria. Il titolo Nostra Signora della Guardia, attribuito alla Beata Vergine Maria, è legato ad una apparizione che vide protagonista il pastore Benedetto Pareto sul Monte Figogna, nell’immediato entroterra genovese dove oggi sorge l’omonimo Santuario. Il culto della Madonna della Guardia si consolidò a Gattorna durante il XIX secolo, quando il paese fu colpito da una pestilenza: era il 1854. Era usanza per i Gattornini recarsi in pellegrinaggio sul monte Figona per la ricorrenza della Madonna della Guardia, il 29 agosto. Fu così che la prima domenica di settembre tutto il popolo gattornino si riunì sul ponte che attraversa il torrente Neirone, cantando e pregando in attesa, da Genova, di un quadro raffigurante la Madonna della Guardia.

L’effigie della Madonna fu portata in trionfo fino alla Chiesa di Gattorna; fu l’inizio di una novena di preghiera al termine della quale, il 14 settembre, si ebbero le ultime tre vittime: Benedetta Basso, vedova Roasasco, Benedetto Rosasco e Giacomo Rosasco. Da quel giorno Gattorna fu ufficialmente liberata dalla peste e la popolazione ricorda con devozione quel miracolo. All’interno della Chiesa è custodito il quadro miracoloso della Madonna della Guardia e due affreschi ricordano gli eventi legati alla peste e al miracolo.

 

Per informazioni: Tel. e Fax 0185.934.505 – Parroco Don Gratien Niyuhire – email: parrocchiadigattorna@gmail.com

Chiesa di Santa Maria Regina del Creato

 

La chiesa è situata nella frazione di Barbagelata a oltre 1125 m., un’altitudine che la rende una delle chiese poste più ad alta quota dell’Appennino Ligure. La struttura è in stile moderno caratterizzato da una peculiare forma a tenda, in legno e ardesia, che allude alla condizione dell’uomo che è pellegrino sulla Terra. L’ampia vetrata dietro all’altare si apre su uno splendido panorama e illumina l’interno di una luce soffusa particolarmente suggestiva. L’altare è costituito da grossi tronchi d’albero squadrati e la croce di tre metri che pende dal soffitto, anch’essa in legno, è stata realizzata con travi recuperate dalla demolizione di un vecchio fienile. La Chiesa fu consacrata nel 1972 dal Vescovo di Chiavari e successivamente venne realizzata la struttura adiacente che è utilizzata per campi estivi e ritiri spirituali. Al centro di Barbagelata si trovano i resti della vecchia chiesa, incendiata nel 1944 da truppe tedesche.

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